Storia

Trascorrevo ore seduto davanti al computer, una situazione che peggiorò tanto da procurarmi un intervento chirurgico.

Mi fece rendere conto, tutto questo, di quanto la sedentarietà stesse influenzando negativamente la mia esistenza.

Il voler mantenere la produttività senza compromettere la salute non mi lasciava sereno.

L’idea definitiva proprio camminando: e se ci fosse un dispositivo capace di unire lavoro e tempo per se?

Giunsi agli occhiali Musicare.

Rendono il lavoro meno monotono e il vivere quotidiano un’esperienza di intrattenimento immersiva (e nel futuro chissà).

Una cosa è certa: le funzionalità attuali degli occhiali Musicare Novhuman accrescono già oggi le possibilità della routine giornaliera e lavorativa, stimolando interdisciplinarità della vita e, inevitabilmente, più creatività.

Per i curiosi di come andò la ventura, specie la notte dell’operazione anche se ne ripercorro la sequenza malvolentieri, qui sotto tutti i dettagli:

Mezzanotte passata, un mal di stomaco diverso dal solito.

Provo con tè, provo con un bagno caldo, ma non fanno effetto. Mi corico allora confidando di dormire, poco dopo un violento vomito. Cibo, tè, e pure sangue. Una bacinella arriva, subito dopo un’altra scarica, solo sangue, tanto da riempire la seconda per metà. Non c’è dubbio, bisogna andare al pronto soccorso. Arrivati in ospedale, accertamenti rapidi e codice rosso. Mi trovo in sala operatoria: firme veloci, due iniezioni, preparativi dei medici l’ultimo ricordo. Al risveglio, il referto è chiaro: ulcera perforata, tre ore di intervento. Tre giorni a digiuno dove non si dovrà toccare nulla.

La stanchezza va bene però chiedo che mi venisse portato il notebook per non restare indietro. Quanto accaduto concludo in un primo momento sarà a causa dei carciofi mangiati a pranzo. Una volta davanti al portatile, inizio a fare delle ricerche. E, quali carciofi. No, non sono loro, leggo per la prima volta che si chiama sedentarietà il tipo di comportamento a darmi male. Le lunghe ore passate di fronte allo schermo, senza muovermi, sono il vero problema. Mi fermo dunque a cercare: il telefono che mi accompagna durante le passeggiate non basta, non è abbastanza. I giorni a seguire, uscito dall’ospedale, continuo a riflettere. E allora, come un lampo: come posso risolvere? Chiaro, non si trattava, come si fa solitamente in alcune patologie, di evitare certi cibi e tanti saluti, c’era qualcosa di più grande, la quotidianità andava modificata. Non potevo rinunciare al lavoro, dovevo assolutamente riuscire a trovare un modo per ridurre i danni della sedentarietà.

E quella sensazione di “eureka” mi ha fatto capire che c’era una via d’uscita.

Messaggio:

Cos’altro aggiungere? Voglio lasciare una nota a margine, informale, perciò le righe seguenti, risulterà qualcosa di secondario, perché riguarda me, però è legato anche agli occhiali Musicare, essendo parte dello stesso tentativo di contrasto a questo male. Negli anni mi sono mosso sul tema della sedentarietà per come potevo, facendo quello che era possibile, spesso sorprendendomi di quanto anche poco possa cambiare molto. Ho preso uno scherzo che la vita mi aveva riservato e per uscirne ne ho individuato una pratica quotidiana, osservando il tempo in altro modo. Ho consegnato alcune ricerche scientifiche di allora a qualche ricercatore e studioso, senza grandi risultati immediati, ma con confronti utili. Ho cercato di dare forma alla mia lotta anche attraverso una fondazione, affinchè alcune intuizioni indispensabili per il grande problema accedessero a certe orecchie. Fino ad arrivare inoltre alle evoluzioni dell’azienda, agli occhiali Musicare, che traducono questi pensieri in qualcosa di reale, di indossabile.

Non è una storia da raccontare a parte.

Il tempo libero si mostra nella sua preziosità, di progetti scoperte occasioni ecco circostanze, se non separato dal lavoro. Ma, da sottolineare, se se ne sa aver misura, intuendo cioè quando fermarsi su qualcosa che ha già dato e quando riprendere con uno sguardo nuovo; altrimenti tutto rischia di diventare divertimento così così o compito fisso senza risoluzione se attività, mentre basta semplicemente ricominciare con energie fresche. E alle volte è efficace interrompere solo, davvero, due minuti soltanto. Leggere qualche pagina di libro, per chi legge, o uscire a prendere una boccata d’aria ovvero a fare due passi di numero.

È una linea, sento di condividere, non sotto forma di lezione, piuttosto come via, da seguire per il proprio essere. Dentro Musicare sì e nella vita personale, che include quella professionale, senza limitarvisi.

Non è facile, le abitudini è dura modificarle, ma siamo qui per affrontare le sfide.

Non c’è altro da aggiungere. Finora, sono riuscito a farmi dare il moto giusto dalle cose, assicurandomi di non forzarle e selezionando ciò che vale.

Ultimamente, poi, il passare meno tempo seduto rispetto al solito mi regala gioia perché posso dedicarmi a molto più.

Continuate perciò, essendo il 29 dicembre il giorno di questo breve scritto supplementare, a proseguire avanti. Altrettanto nei tempi fermi.